| Vallecrosia
History
Volendo
risalire alla nascita di Vallecrosia, si deve far riferimento
agli studi archeologici che hanno rivelato in prossimità
della costa reperti risalenti all'epoca romana. Questo fatto sarebbe
suffragato anche dalla vicinanza del grosso centro romano di Albintimilium
(attuale Ventimiglia), che poté influenzare l'odierna area
costiera di Vallecrosia. Si pensa, infatti, che il crescente sviluppo
demografico ed economico della città romana di Albintimilium
rese necessaria una soluzione, inusuale per quel tempo, di "sconfinamento"del
piano regolatore dando vita ad insediamenti fuori dell'area urbana.
Testimonianza sono alcuni grossi blocchi sagomati di pietra della
Turbia, ritrovati in prossimità della piccola chiesa di
S.Rocco e, all'interno dei essa è tuttora conservata l'ara
votiva al dio Apollo, di origine alto medievale, che sorse nel
sito del sacello pagano. Furono anche individuati segni tangibili
dell'antica via romana.
Un
tratto di questa strada (Julia Augusta) venne riconosciuto da
alcuni blocchi di pietra, attualmente non visibili, che segnavano
con tutta probabilità il guado del torrente Verbone. Quasi
sicuramente gli insediamenti costieri risentirono delle continue
incursioni barbariche, cosa che aveva reso impossibile la vita
in questa area, al punto che la gente si spinse verso il più
sicuro e naturalmente fortificabile entroterra ( primo nucleo
di Vallecrosia Alta ).
Durante l'età medievale e quella moderna, Vallecrosia ebbe
stretti legami di dipendenza con Ventimiglia, rimanendone legata,
in qualità di villa, anche quando la cittadina ventimigliese
fu sottomessa alla Repubblica di Genova (1251). Ma la pressione
tirannica esercitata da Ventimiglia sulle sue ville, determinò
discordi e tensioni tali da fomentare desideri di autonomia, poiché
forti erano le vessazioni fiscali del capoluogo.
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I
paesi sottomessi si ribellarono e supplicarono i Genovesi di liberarli
dai loro tiranni; gli otto villaggi che ottennero così
l'indipendenza si costituirono in piccola repubblica che prese
il nome di "Magnifica Comunità degli Otto Luoghi"
e rimasero per lungo tempo sotto l'alto patronato di Genova, ben
contenta di diminuire la giurisdizione comunale di Ventimiglia
(1686). Una testimonianza degli "Otto Luoghi", esiste
sulla collina Monte Nero, ad est di Bordighera, in forma di pietre
di confine, che segnavano i limiti orientali del territorio della
piccola comunità.
Gli Otto Luoghi durarono per poco più di cent'anni, sino
al 1848, quando Vallecrosia, ormai parte de Regno di Sardegna,
ottenne l'autonomia amministrativa. Significativo di questo periodo
fu l'impoverimento demografico del centro originario ( Vallecrosia
Alta ), determinato dal forte flusso migratorio di interi nuclei
familiari verso la costa, dove erano reperibili nuove e diverse
possibilità occupazionali. Questo fenomeno è da
mettere in relazione anche con una fondamentale scoperta, che
risultò determinante per tutta l'area dell'estremo ponente:
la scoperta dei fiori.
La floricoltura si rivelò un settore attivo nell'economia
di Vallecrosia, sino ad allora dedita soprattutto a monocolture
( olivo ) o a misere coltivazioni. I vantaggi si ebbero anche
in ambito culturale, infatti nuovi valori si determinarono nella
cultura linguistica: apertura verso il mondo esterno, ricerche
botaniche, determinazione di un nuovo folklore con radici nelle
antiche usanze al fine di proporre ad una sempre più ampia
platea, i fiori e le località che li producevano.
Fu così che a Vallecrosia, come molti altri centri del
ponente ligure, si dedicò questa impresa, adeguandosi,
sempre in grande stile, alle esigenze del mercato. L'incremento
di questo nuovo settore economico portò all'ampliamento
della nuova città, sviluppatasi sull'asse della via principale
( V.Col. Aprosio - S.S. n. 1) |