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Tourist Information - Informazioni Turistiche - "Principato di Seborga"

Seborga

(Principato di Seborga)

:::::::::::Distanza dall'hotel 15 km::::::::::

 

Il Principato di Seborga si colloca nell'estremo ponente ligure. Circondato dal territorio della provincia di Imperia. Vanta una superficie di 14 Km quadrati, dei quali 5 li occupa il territorio della Capitale, protetti alle spalle dal monte Caggio, adagiati al sole su un colle che divide il rio Sasso dalla vallata di Vallebona e Borghetto S. Nicolò. Il popolo di Seborga è formato da 362 abitanti su di una popolazione di circa 2000 persone. Il popolo sovrano ha eletto nel 1963 il proprio Principe reggente Giorgio I e lo ha rieletto a vita il 24 settembre 1995, e retto dagli statuti generali votati il 23 aprile 1995 con 304 voti a favore e 4 contrari. Da Seborga, il cui centro storico e totalmente ultra millenario, lo sguardo del viandante spazia sulla costa francese da Mentone a Marsiglia.

Seborga

 

 

 

 

 

 

 

 

L'economia portante è la floricoltura di "pieno campo"; la mimosa, in tutte 1e sue specie e varietà, che viene esportata in tutto il mondo e la ginestra, di cui la varietà più tardiva porta il nome "la Seborghina" ed è famosa nell'ambito dei coltivatori e riconosciuta ovunque per la durata e la bellezza del fiore. In Seborga ha sede la Cooperativa più attrezzata e attiva del settore; l'Agroflor. Due sono i ristoranti: "Il Principe" che si affaccia sulla piazza d'arrivo e "L'Osteria del Coniglio" nel centro storico. Il bar "Bianco Azzurro" accoglie, sulla sinistra della piazza, il visitatore. Altri due locali sono in procinto di apertura. Tre sono i Commestibili e un Tabacchino. Alcuni negozi di Souvenir lungo le strade e i vicoli che si snodano nell'antico profumo di pietre che murano le case. Nella "Cassa dei Cavalieri di San Bernardo" si cambiano i "Luigini": la moneta corrente del Principato e funge da ufficio postale territoriale. Da non perdere la visita all'antico "Palazzo del Governo" dove si possono acquistare i francobolli emessi dal Principato e le monete numismatiche coniate dalla "Zecca Territoriale". Nel palazzo hanno sede le rappresentanze diplomatiche estere. 11 Comune rappresenta nel Principato lo Stato Italiano. Il Sindaco scelto dai cittadini è il dott. Bruno Semeria. L'Ente Turistico di Stato risponde alle Vostre richieste al n° 0184-223580.

Già nel 400 veniva chiamato CASTRUM SEPULCRI, e nel 600, dagli occitani, SEPULCRI BURGUM, poi SEPOLCARUM, indi SERPORCA o Castello dei 4 bastioni. Da tempo immemorabile luogo sacro ai Catari, dei quali mantiene l'anima profondamente ribelle, che qui tumulavano anticamente i loro grandi sacerdoti; divenne feudo dei Conti di Ventimiglia.

Questi, i quali secondo recenti studi pare che proprio da Seborga traggano le loro origini, cedettero il castello dei 4 bastioni e la chiesa di S. Michele in Ventimiglia, con ampio territorio annesso, ai monaci Benedettini di Lerino nel 954. Nel 1079 fu consacrato principato del sacro romano impero. Dal 1118, dopo che S. Bernardo di Clairvaux istituì a Seborga i primi 9 cavalieri del tempio, il Principato divenne l'unico Stato Sovrano Cistercense sino al 20 gennaio del 1729, anno in cui fu acquistato da Vittorio Amedeo II, con atto fatto a Parigi: atto mai registrato né dal Regno sardo, né dalla casa sabauda. Con il trattato di Aquisgrana del 1748 Seborga non entro a far parte della repubblica di Genova così come non passo, dopo il congresso di Vienna del 1814, al regno di Sardegna.
Nel 1861 non fu acclusa al regno d'Italia e godette fino al 1946 del diritto di "NULLIUS DIOCESIS", né c'è menzione nel 1946 che il territorio del Principato sia stato assegnato alla costituente che ha formato la repubblica italiana.

San Bernardo di Clairvaux, piccoletto di statura, malaticcio, molto pallido, dai rossi capelli ricciuti ma forte e caparbio, arrivò a Seborga nel febbraio del 1117, dove raggiunse i suoi confratelli Gondemar e Rossal che qui aveva inviato nel giugno del 1113, per proteggere il "Grande Segreto". Era all'epoca Principe Reggente l'Abate Edoard, nato nei dintorni di Tolone, il quale, di carattere molto testardo ma di grande bontà, era un "omone alto", dalle grosse mani sempre sui fianchi, come un pirata sulla tolda della propria nave; fu appunto l'Abate Edoard nella prima meta di settembre del 1118, a consacrare i primi nove Cavalieri di S. Bernardo che formarono la famosa "Povera Milizia di Cristo". Essi sono: gli abati Gondemar e Rossal, lo zio materno di San Bernardo, Andre de Montbar, il conte Hugues I de Champagne, Hugues de Payns, Payen de Mont Didier, Geoffroy de SaintOmer, Archambaud de Saint Amand e Geoffroy Bisol.
Partiti da Seborga nel novembre del 1118, otto di essi arrivarono a Gerusalemme la mattina del 14 maggio 1119; Hugues de Champagne li raggiunse sei anni dopo, nello stesso giorno e alla stessa ora. Si ritrovarono a Seborga, compiendo il viaggio di ritorno per il concilio di Troyes, la prima domenica di avvento del 1127. Qui San Bernardo li attendeva per incontrare con essi, in Provenza, frate Gerard de Martigues, che aveva, nel 1112, formato l'Ordine ospitaliero di S. Giovanni di Gerusalemme, oggi Cavalieri di Malta. E a Seborga, alla presenza di tutta la popolazione, di 23 cavalieri e di oltre 100 miliziani, lo stesso San Bernardo nomino i1 primo Gran Maestro della "Povera Milizia di Cristo' Hugues de Payns; a consacrarlo con la spada fu il Principe Abate Edoard. In quello stesso giorno, presso l'ulivo del1e Anime, fu fatto il giuramento di mantenere il "Grande Segreto" fra San Bernardo, i Cavalieri ed il grande Sacerdote dei Catari: Giovanni de Usson.
Dei grandi maestri del tempio, 15 su 22 furono anch'essi Principi pro tempore del Principato cistercense di Seborga; uno di questi, che fu Gran Maestro dal l210 al 1219, mori a Seborga in seguito alle ferite riportate in Terrasanta, il suo nome e Guillaume de Chartes. Un altro, il diciannovesimo Gran Maestro dell'ordine, che svolse il proprio mandato dal 1256 a1 1273, forse il Gran Maestro più discusso della storia, nacque proprio a Seborga ed e Tommaso Berard, figlio di Astraudo. L'u1timo segreto Capitolo generale, di cui siamo a conoscenza, si tenne nel Principato nel 1611 sotto l'egida del Principe assoluto di Seborga, Padre Cesario da San Paolo, che assunse in quella occasione l'onore di essere eletto Gran Maestro. Per sancire tale ricorrenza, furono posti su ogni tetto del Principato 13 coppi con sopra incisa la data 1611, il numero 13, la sigla C.S. e le croci Templari.

Principato di SeborgaSulla piazza, nel cuore del centro storico di Seborga a destra della chiesa, si fa notare un edificio in pietra. E' l'edificio identificato come "palazzo dei monaci" e come sede della "ZECCA". Il Principato istituì la zecca per battere monete proprie il 24 dicembre 1666 con l'appalto concesso dal principe abate Cesare Barcillon a Bernardino Bareste di Mougins. Le antiche monete coniate in oro e argento portano da un lato l'effigie di S. Benedetto con l'iscrizione DECUS ET ORNAMENTUM ECCLESIAE, dall'altro uno scudo sormontato da una corona fiorita contenente fra due rami di palma una mitra abbaziale con sotto incisa la data e l'iscrizione MONASTER1UM LERINENSE PRIXCEPS SEPULCRI CONGREGATIONIS CASSINENSIS.  Seborga chiuse la zecca nel 1688 dopo la protesta del re di Francia per l'appalto concesso ad un ugonotto di Nimes certo D'Abric. Attendendosi ad un diritto mai abrogato il Principe Giorgio I, dal 23 aprile 1995, ha riaperto la zecca dove vengono coniate monete a corso legale. L'unita monetaria a Seborga e il Luigino del valore pari a 6 dollari USA. 11 nome Luigino venne dato durante la prima coniazione, in quanto la moneta di Seborga fu cambiata per un valore pari ad un quarto del valore attribuito al Luigi francese.

La risposta è ovvia: non ha mai cessato di esserlo. "Non sappiamo se per dimenticanza o per volontà nascosta", scrive Giorgio Pistone, "ma e certo che il Principato mai e entrato a fare parte del Regno d'Italia e quindi neanche della Repubblica, considerando soprattutto che il diritto internazionale non ammette "usucapione". Su questa tesi si allineano compatti tutti i Professori di Diritto Internazionale che abbiamo interpellato, quelli che ci hanno scritto e ci scrivono da tutto il mondo. Ed e su questa tesi che il Principe di Seborga, GIORGIO I, eletto alla unanimità nel 1963, si attesta da oltre trent'anni affinché questo diritto venga da tutti riconosciuto. Un caso unico? potrebbe essere: o, almeno così pare in Europa. Il 23 aprile 1995, la popolazione ha palesemente votato, con 304 voti a favore contro 4, la nuova Costituzione del Principato, gli "Statuti generali" e i suoi "Regolamenti". Nel settembre dello stesso anno, il giorno 24, sono stati dal Popolo Sovrano accettati i 15 Ministri proposti da S.A.S. GIORGIO I che hanno sostituito i precedenti Ministri eletti nel giorno di Pasqua del 1994 e decaduti per dimissione onde rispettare i nuovi dettami costituzionali. Quella che gli storici inglesi definiscono "la prima Monarchia costituzionale del mondo" essendo nata nel 954 e governata da Abati, prima Benedettini, poi Cistercensi, eletti "Principe pro tempore", quindi di diritto e non per discendenza, "può conferire" come scrive lo storico Costanzo Oliva "titoli onorifici e nobiliari in "forza" dei riconoscimenti Papali ed Imperiali". Il Principato di Seborga, come suggerisce lo storico tedesco Wolfang Schippke nel suo libro "Strade di Montagna della costa ligure", e stato riconosciuto da Mussolini in un documento ritrovato recentemente a Berlino, datato 1934, in cui si dichiarava che "sicuramente il Principato di Seborga non appartiene a1l'Italia". Da non sottovalutare, inoltre che sia la Bolla "OMNE DATUM OPTIUM" emessa dal Papa Innocenzo II nel mese di marzo del 1139, sia che per Diritto spettante ad un Principato Sovrano a Seborga e stato rispettato il "Nullius Diocesis" sino al 1946. Infatti già prima dell'avvento del Regno d'Italia, i parroci del Principato venivano deliberati per "Nomina Règia". Ciò dimostra, ancora una volta, che, Seborga non era una Parrocchia del Regno, giacché, se così fosse stato, avrebbe dovuto sottostare ai regolamenti sanciti dal "Concordato" del 1929.