bordighera   Imperia

:::::::::::Distance from Ventimiglia 38 km::::::::::

  Imperia Il Museo dell'olivo, la storia della pasta ed il Museo Navale Internazionale

Imperia

Museo unico al mondo in onore dell'ulivo

 

Non si può andare via da Oneglia senza avere visitato il particolarissimo Museo dell'ulivo allestito dai fratelli Carli nella loro fabbrica, in via Garessio 13. Si tratta di un museo unico al mondo, dove l'esposizione, ricca di oggetti rari, pezzi di antiquariato, reperti archeologici e curiosità, é divisa in sezioni: visitandole nell'ordine prestabilito si ripercorre una storia che parla di lavorazione, commerci, utensili, ma anche degli aspetti sacri che l'ulivo ha ispirato fin dai tempi più antichi. La prima sezione è dedicata alle civiltà che hanno sfruttato le museo ulivo potenzialità dell'ulivo, a partire dalle origini (probabilmente risalenti al quarto millennio a.C.) attraverso la storia greco romana e
medievale, fino ad arrivare all'età moderna. Nel secondo settore, che ha come argomento la botanica e l'olivicoltura fa bella mostra di sé un interessante aratro in legno, mentre il terzo é dedicato alle possibilità di impiego dell'ulivo e dei suoi prodotti fin dall'antichità: si scopre qui che l'uso alimentare dell'olio, benché antichissimo, é successivo ad un altro uso, cioè la preparazione di profumi, unguenti, medicamenti.Nelle sezioni quarta, quinta e sesta, torniamo alla realtà, e precisamente a quelle macchine che hanno permesso di lavorare sempre meglio e di affinare ognuna delle tre fasi che devono attraversare le olive per trasformarsi in olio: frangitura, gramolatura ed estrazione dell'olio dalla pasta ottenuta nella fase precedente
.

Troviamo così una pressa a vite di legno, un frantoio a trazione animale ed uno idraulico. museo imperia Il primo é il tipico frantoio ligure, che di solito era collocato nei fondi delle case ed era azionato da animali da tiro. Il secondo é un tipo che si é diffuso in Liguria soprattutto negli ultimi tre secoli e veniva collocato all'interno di edifici appositi, costruiti nelle vicinanze dei corsi d'acqua.

Il settimo settore riguarda la
conservazione, la depurazione, i contenitori,
il commercio; nell'ottavo si trova un'interessante ricostruzione di nave romana mentre la sezione nona è dedicata alla considerazione dell'ulivo come albero divino. Il giro si conclude alla decima sezione, dove sono conservati i due oggetti simbolo delle vicende dell'ulivo: i lumi ad olio e le oliere. Di grande interesse, all'estrema periferia della città, in zona Cascine, Villa Bianca (o Villa Grock) singolare costruzione purtroppo in stato di abbandono, fatta edificare prima della II° guerra mondiale da Adriano Wettach, in arte Grock (famoso clown di origine svizzera ritiratosi qui a trascorrere gli ultimi anni della sua vita).

  


 

Museo Navale Internazionale di Imperia

Piazza Duomo, 11 - 18100 IMPERIA - tel. 0183/651541
Cod. Fisc.: 91005290084
Orario di apertura:
invernale: martedì 09.00-11.00 (per le scuole) - mercoledì 15.30 -19.30 - sabato 16.30 -19.30
estivo: mercoledì 21.00-23.00 - sabato 21.00-23.00
Sono previste aperture straordinarie (con preavviso telefonico) per gruppi turistici ed organizzati
L'accesso al Museo è favorito da apposita segnaletica stradale - Possibilità di parcheggio dei pullman sulla Piazza.

  Il Museo Navale Internazionale di Imperia è una istituzione recente: nato soltanto nel 1980, in pochissimi anni si è imposto all'attenzione mondiale per la rapidità e la concretezza del suo continuo sviluppo, la metodicità della ricerca e la competente valorizzazione dei reperti.
Il Comandante Flavio Serafini, Fondatore e primo Conservatore è riuscito infatti a catalizzare attorno alla singolare e pregevole iniziativa, non solo i più autorevoli tecnici/collaboratori, ma anche l'entusiasmo di tanti appassionati cultori, collezionisti e ricercatori di argomenti e storia rnarinara, con l'incredibile risultato di salvaguardare un patrimonio unico e vasto di testimonianze delle tradizioni marinare liguri e nazionali che, altrimenti, sarebbe stato inesorabilmente disperso nel volgere di pochissimi anni. In una Nazione che ha sommerso le proprie vestigia navali nell'incuria e nell'indifferenza e che non è riuscita, unica in Europa, a mantenere una "nave museo", il consolidarsi quotidiano di questa originale struttura è una riprova palese di quanto possa ancora essere svolto in questo particolare settore di storia, cultura, tradizioni. E non poteva essere altrimenti, sotto la spinta di personale volontario altamente qualificato (ex Ufficiali di Marina, Comandanti della Marina Mercantile, docenti dei Nautici, modellisti, subacquei, studiosi italiani e stranieri, uniti in un singolare sodalizio: l'Associazione Amici del Museo Navale), in collaborazione con Università, Soprintendenze, Enti Pubblici e Privati, Scuole, ecc.

Questa partecipazione collettiva costituisce la miglior garanzia di continuità ed il Museo si avvia a diventare uno dei più qualificati ed interessanti nel settore, raccogliendo ovunque consensi e collaborazione ed assumendo il ruolo di strumento culturale al servizio della comunità, inteso a conservare, valorizzare e divulgare il patrimonio storico, etnografico e documentaristico. Nel complesso, malgrado la temporanea insufficienza dei locali attualmente disponibili, gli ambienti si presentano, anche se talvolta sovraffollati di bacheche, in maniera alquanto dignitosa e con una ben calcolata presentazione espositiva, nei limiti consentiti dalla eterogeneità dei reperti..
Va lode alla Civica Amministrazione per aver dato corso ad alcuni provvedimenti per un futuro e migliore adeguamento del Museo alle necessità culturali (inserimento ed integrazione nel Centro Polivalente di Cultura).

LA PASTA

  Per quel che riguarda la storia della pasta, molte credenze sono state sfatate da documenti un tempo conservati a Pontedassio nel Museo della Pasta, oggi completamente smantellato e trasferito a Roma. Fra questi un atto notarile del 1279 che elencava, fra i beni in eredità da un milite genovese, "bariscella una plena de macaronis", vale a dire una cestella piena di maccheroni. E' la prima testimonianza dell'esistenza della pasta secca e risale a ben 13 anni prima del ritorno dall'Asia di Marco Polo, che si credeva il responsabile della sua introduzione in Europa. Altra convinzione, era quella che la pasta si fosse diffusa fra gli strati più poveri della popolazione; al contrario, su un antico volume si è scoperta l'esistenza , nel 1700 a Londra, di un circolo di aristocratici denominato "Macaroni Club" dove tale termine indicava le persone "fini, eleganti, capaci di consumare cibi esotici ed a cui si attribuiva un pizzico di snobismo". A Napoli, considerata la patria dei maccheroni, nel 1600 la pasta rappresentava un cibo di lusso; infatti in una piccola incisione dell'epoca i napoletani erano definiti "mangiabroccoli" o "mangiafoglie" e solo nel 1700, come dimostra un acquerello originale, il napoletano cominciò ad essere raffigurato come mangiatore di pasta. Pare comunque che non siano i napoletani gli inventori della pasta, e neppure i cinesi, come molti credono, ma gli arabi che chiamavano con il nome di "itrija" un impasto di semola seccato e cotto che aveva lo scopo di conservare il cibo per garantire l'alimentazione ai nomadi.

Gli Arabi diffusero poi tale prodotto nei paesi da loro conquistati e probabilmente furono i Genovesi a diffondere in Italia la tecnica di produzione (ancor oggi "tria" in dialetto ligure significa pasta probabilmente dalla derivazione del nome arabo dato all'impasto). Un fatto simpatico e curioso risale al 1930, quando, sulla Gazzetta del Popolo di Torino Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Movimento futurista scriveva: "...crediamo anzitutto necessaria l'abolizione della pastasciutta, assurda religione gastronomica italiana". Queste parole seguivano la politica del Tempo, orientata a promuovere il consumo di riso in sostituzione della pasta per la quale occorreva importare grandi quantità di grano duro. Vincenzo Agnesi rispose allora con grande senso dell'humour, esponendo nel suo museo, a fianco di questo documento, una foto dello stesso Marinetti intento a divorare un enorme piatto di spaghetti in un noto ristorante milanese.

 

  Le ricorrenze tradizionali di Imperia sono legate ai culti religiosi dei due centri che compongono la città. Mai abbandonate nel passato, negli ultimi anni hanno acquisito maggior risalto anche come feste popolari. Grande suggestione riveste la funzione sacra del Venerdì Santo nel duomo di San Maurizio, con il rito della « Calata dalla Croce ». Per l'occasione l'altare maggiore viene appositamente mimetizzato da un apparato effimero riproducente il monte Calvario con il Cristo in croce. Dopo la funzione si svolge la processione con la partecipazione delle varie confraternite. Da alcuni anni, sempre a Porto imperia porto maurizio Maurizio, per iniziativa della « Compagnia di Via Carducci », durante la ricorrenza del Corpus Domini viene allestita un'infiorata multicolore lungo la via, tappezzata da miriadi di petali di varie essenze disposti secondo disegni appositamente tracciati sul selciato. L'opera, ammirata da turisti e residenti, viene poi distrutta con il passaggio della tradizionale processione. Nei mesi estivi, in particolare giugno e luglio, si celebrano molteplici ricorrenze religiose. In particolare si ricorda la festa di Sant'Antonio nel Borgo Marina con messa in piazza Sant'Antonio e processione alla basilica. In concomitanza si svolgono manifestazioni legate al mondo del mare, come la caratteristica regata dei « gozzi », tipica imbarcazione a remi dei pescatori, e il lancio in mare di una corona in memoria dei caduti marinai.

Sempre legata al mondo marinaro è la festività di San Francesco da Paola, patrono della gente di mare, il cui culto a Oneglia risale alla fine del Seicento. I Padri Minimi ormai da tempo hanno in uso la chiesa di San Biagio Martire, oggi dedicata alla Santissima Annunziata, un tempo degli Scolopi, dove per la festività del Santo viene celebrata alla mattina la messa. Nel pomeriggio, invece, i Padri e le autorità cittadine escono in mare con varie imbarcazioni e raggiungono l'approdo di Porto Maurizio. Di ritorno stazionano nello spazio acqueo di fronte al palazzo comunale, benedicendo la città e lanciando in mare una corona. Grande risalto ha la festa di San Giovanni Battista organizzata dal Comitato San Giovanni e Tradizioni onegliesi. Riscuote ampia partecipazione l'imponente processione religiosa in onore del Santo patrono di Oneglia con la presenza delle confraternite cittadine e dei paesi limitrofi, e il trasporto delle casse processionali, tra cui la pregevole Madonna del Rosario di scuola premaraglianesca (1708). Nell'ambito dei festeggiamenti si svolgono numerosi intrattenimenti sulla passeggiata di Borgo Peri, tra cui degustazione di piatti tipici, spettacoli musicali sportivi, e gli scenografici fuochi di artificio. Manifestazione di grande richiamo e attrattiva é il raduno di Yacht d'epoca che si svolge nel mese di settembre con cadenza biennale.

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The International Naval Museum of Imperia

naval museum

Piazza Duomo, 11 - 18100 IMPERIA - ITALY - Tel. n. 0183/651541
Tax Code: 91005290084

Opening hours:
Winter: Tuesday 09:00 - 11:00 (for schools) - Wednesday 15.30 - 19:30
Saturday 16.30 - 19:30
Summer: Wednesday 21:00 - 23:00 - Saturday 21:00 - 23:00
 Possibility of extra openings (to be previously arranged over the telephone) for tourist groups and organisations.
Access to the museum is indicated by appropriate road signs. Coaches may be parked in the front square.

  The International Naval Museum of Imperia is a recent institution (it was founded in 1980) and in a few years it has made itself known to the world for the rapidity and soundness of its continuous development, the methodology of its research and the competent valorisation of its material. Its Founder and first Supervisor was Captain Flavio Serafini, who had in fact managed to catalyse around this syngular and valuable initiative, not only the most authoritative technicians and collaborators but also the enthusiasm of many passionate proselytes, collectors and researchers of marine history and related data. The incredible result has been the safeguard of a unique and vast inheritance of material related to Ligurian and National marine traditions that, otherwise, would have been inexorably lost in the course of a few years. The daily consolidation of this original structure - in a country that has submerged its own naval vestiges in negligence and indifference, and only in Europe, has not been able to maintain a ‘ship museum’ - is the clear evidence of what more can be carried out in this particular sector of history, culture and customs. And it could not have been otherwise, considering the stimulus of our highly qualified voluntary personnel (ex marine officials, Merchant Navy captains, Nautical teachers, designers, divers, Italian and foreign scholars, all under a single association : "Friends of the Naval Museum Association"), in collaboration with universities, supervisors, public and private organisations, schools, etc.

This collective participation is the best guaranty of continuity as the Museum starts to become one of the most qualified and interesting in this field, gathering everywhere consent and collaboration and assuming the role of a cultural instrument at the service of the community, meant to conserve, enhance and divulge this historical, ethnographic and documental inheritance. Despite the temporary lack of available premises, on the whole the exhibition rooms, although sometimes crammed with show-cases, are displayed with a certain amount of dignity and with a well-calculated explanatory presentation within the limits consented by the heterogeneity of the material. Praise goes to the Civic Administration who has put into force certain measures for a better future adaptability of the Museum to cultural needs (inclusion and incorporation within the Polyvalent Centre of Culture).